Maleficent, il fuso, l’arcolaio

Bella addormentata con fuso e arcolaio.

L’ultimo film della Disney, Maleficent, ha fatto tornare di moda la tradizionale fiaba europea della Bella Addormentata.
La trama base, utilizzata dalla Disney tanto per il film d’animazione del 1959 che per il recente film con Angelina Jolie nei panni della fata “cattiva”, è sempre la stessa:  per celebrare il battesimo della primogenita, un Re e una Regina invitano tutte le fate del regno. Ogni fata dona un talento alla neonata: chi la bellezza, chi la saggezza, e così via. Arriva però una fata cattiva, che non essendo stata invitata vuole vendicarsi. Dona così alla bambina una maledizione: “Prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e morrà!” Una delle fate buone, pur non potendo annullare l’incantesimo, lo mitiga, trasformando la condanna a morte in quella di 100 anni di sonno, da cui la principessa potrà essere svegliata solo dal bacio di un principe.

Come tutte le fiabe tradizionali, ci sono innumerevoli varianti: interessante però è vedere come in tutte le versioni arrivate fino a noi sono sempre presenti il fuso e l’arcolaio.

Il fuso è stato, fino all’avvento della rivoluzione industriale e dell’invenzione del filatoio meccanico nel Settecento, il principale strumento per filare a mano fibre naturali come la lana, la canapa e il lino. I fusi più antichi risalgono al Neolitico, e il modello è ancora lo stesso che viene utilizzato in Africa e in Sud America, nonché in alcune zone meridionali del nostro paese.
L’arcolaio è invece un’invenzione più recente, probabilmente medievale, che unito al fuso permette di rendere la filatura a mano più facile e veloce. Mentre la struttura base del fuso resta sempre la stessa, a seconda dei paesi e delle culture possiamo trovare diversi tipi di arcolaio: dal classico europeo che vediamo nelle illustrazioni della Bella Addormentata fino al charkha indiano, utilizzato da Mahatma Gandhi come simbolo della protesta non violenta e della semplicità di vita.

Dagli anni novanta in poi la filatura a mano, nonostante non possa naturalmente competere con i macchinari industriali, è tornata in voga come hobby in molti paesi occidentali: ecco un video che mostra, per esempio, come filare con il fuso.

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